Il commento

01/09/2010 GP INDIANAPOLIS: nessuno dei due gli fà un baffo.

Il nostro esperto Max Temporali

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L’ultima cosa che ci si potesse aspettare da Lorenzo era vederlo scoppiare fisicamente dopo il GP di Indianapolis. Distrutto, prosciugato da ogni forza. Proprio lui che dopo ogni gara consegna ai ragazzi della Nolan un casco praticamente asciutto al suo interno e avanza energia tale da permettergli scenette a prova di atleta, come il bagno in acqua con tanto di tuta in pelle e salti ad effetto, dall’alto del podio, degni di un cestista. 16 punti, per un terzo posto, quest’anno non gli aveva mai presi. Dopo 7 vittorie e 3 secondi posti, oggi viene da chiedersi cosa abbia mal funzionato nel pilota…
Ma Jorge non è certo uno che sbandiera ai 4 venti la sua temporanea fragilità, incassa il colpo e stop. Da Misano si riparte già in carena. D’altro canto qualcuno di voi ricorda gli urli di dolore causati da un polso rotto dopo gli allenamenti a casa Roberts, a inizio
stagione ? Presumo di no, il ragazzo stringe i denti senza coinvolgere i mass media.
Certo che arrivare in mezzo a due Yamaha… Dietro a lui Rossi, davanti Spies. Il suo passato e il futuro. Eppure ho la netta sensazione che, per motivi diversi, nessuno dei due gli faccia un baffo. Al contrario di Casey Stoner, che ha tirato un’altra capocciata per spogliarsi da una quinta posizione che, tradotta, significa essere l’ultimo dei buoni, dopo Pedrosa, Spies, Lorenzo e Rossi. Nei primi 2 settori dell’8° giro aveva guadagnato 2 decimi su Valentino, poi è scivolato.Niente, quando Stoner inizia a tirare arrivano gli errori. Io credo per un concorso di colpa, fra testa e moto. L’australiano scende in pista  con la voglia di ritovarsi presto nel 2011.
Peggio di lui sta Melandri, che ha festeggiato il suo 200° gran premio con la gara più corta della stagione. Stava facendo bene, perchè Marco in clima di gara cambia registro. Inizio del terzo giro, bam, per terra. Che non si parli di crisi però, altrimenti nella faccenda bisognerebbe includere, tranne Lorenzo, Pedrosa e Spies, tutti i piloti Motogp !

23/08/2010 GP BRNO: cotto e mangiato, la ricetta di Jorge Lorenzo.

Il nostro esperto Max Temporali

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Doveva essere la gara del confronto alla pari. Rossi a Brno, diceva, sarebbe stato al 100% della sua forma fisica, per correre su una delle piste a lui preferite e dove ha già vinto molto in passato. Dal canto suo, Lorenzo (X-lite X-802), aspettava questa occasione fregandosi le mani, seppur su questo tracciato la MotoGP non gli avesse mai regalato nemmeno un podio. Jorge, che non è mai stato un asso delle partenze, ha violentato chi si è fatto trovare sulla sua strada nel giro di due curve. Doveva vincere e mettere Valentino sotto a una pressa. Per lui ha il significato di uno scudetto, di un sigillo di garanzia per il titolo mondiale che gli sta correndo incontro. Lorenzo non si scalfisce nemmeno con la punta di un diamante: è l’unico, nella storia del nove volte iridato, a non piegarsi, ma a piegare. Stavolta rifilando quasi 18 secondi irrispettosi al suo compagno di squadra. E’ così che inizia ad avvicinare traguardi record, come quello delle 5 pole position consecutive e di 10 gare corse con il 2° posto come peggior risultato; al pilota poco interessano i numeri, ma il concetto a tutti noi è chiaro: sta entrando nel limbo dedicato a pochissimi eletti.
Se fosse più sereno ci sarebbe Stoner (Nolan X-802) a rovinargli la festa di tanto in tanto. Un pilota può avere tutto il talento del mondo, ma se in casa tira aria grama… Tra Casey e Ducati siamo alla frutta, fiducia e stima perdono quota poco alla volta, ma se per l’azienda italiana la motivazione si chiama Rossi, l’australiano, ragazzo giovane e semplice, nasconde sotto al casco un flipper in tilt. Gli manca un braccio consolatore che appoggi delicato sulla spalla nei momenti di disagio, non tutti i piloti sono uguali, ma tutti quanti sono fragili come bicchieri di cristallo. E se non c’è la testa, il polso destro da solo è un’arma a salve. Non è facile nemmeno per Marco Melandri (Nolan X-802), che sa di poter puntare al massimo a un 7°-8° posto, scordandosi il podio dei bei tempi. La Honda privata oggi permette di arrivare solo fino a lì. Col pieno di benzina la RCV va guidata coi denti infilati nella piastra di sterzo. Ci vuole metà gara per ritrovare armonia tecnica. Giusto il tempo di far scappare gli altri. Marco dimostra però, ogni volta che c’è un confronto gomito a gomito, di tirare fuori cuore e attributi. E’ lì che misuri talento e qualità. Se il venerdì e il sabato corre da pilota con l’animo in pace e la smorfia triste di chi “vorrebbe vincere un mondiale ma non può”, in gara emerge l’istinto del supereroe.

Max Temporali

27/07/2010 GP LAGUNA SECA: chi si è accorto della vittoria di Lorenzo ?

Il nostro esperto Max Temporali

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Purtroppo solo gli addetti ai lavori nel Motomondiale sanno quanta perfezione ci sia stata nella gara di Laguna Seca disputata da Jorge Lorenzo (X-lite X-802). Pochissime redazioni italiane si sono preoccupate di sbatterlo in prima pagina raccontandone l’impresa, e l’argomento principe è stato, ancora una volta, Valentino Rossi. Francamente il pilota spagnolo meriterebbe di più da noi italiani. Jorge ha ottenuto la sesta vittoria in nove gare, delle quali i risultati peggiori sono stati tre secondi posti. In qualifica ha suonato tutti, facendo un tempo talmente strabiliante che qualcuno può aver malignamente pensato a un taglio di pista…  In gara è stato incisivo, opprimente, martellante, giro dopo giro, fino a guadagnare decimi preziosi su Dani Pedrosa, fino a rendergli la vita impossibile, fino a farlo cadere per colpa di una ritmo che Dani non sapeva reggere. Sulla pista più corta del Motomondiale (3610 m) ha rifilato, nel giro veloce di sabato e di domenica in gara, oltre 7 decimi al compagno di squadra Rossi. Vuol dire più di 1 secondo su un tracciato lungo, come Brno, ad esempio, in programma a metà agosto. Significa che Jorge, in questo momento, è in uno stato di forma, con squadra e moto, che non trova pari nemmeno fra i più titolati della Motogp. Una forma sportiva che in questo 2010 trova difficilmente paragoni, qualsiasi specialità essa si tratti. E il primo a saperlo è proprio l’altro pilota del plotone Nolan, Casey Stoner (Nolan X-802). Che ci ha provato ad agganciarsi col manico dell’ombrello alla M1 n.99, ma quell’andatura era eccessiva anche per uno che di voglia di riscatto ne ha tanta quanto l’ergastolano ne ha di libertà. Colpa di Lorenzo se, quindi, si parla di uno Stoner “sottotono”, “arrendevole”, “in crisi”… Ma se si percepisse minimamente l’idea di quanto è veloce lo spagnolo, allora il secondo posto di Casey varrebbe riquotato in borsa. Già che ci siamo, l’ultima frecciatina la rimbalziamo a chi ha dato l’insufficienza a Melandri (Nolan X-802) nelle pagelle del lunedì. 8° Marco, alle prese con un elettronica nuova, complessa e articolata da mettere a punto quanto una matassa di spago da sbrogliare. Una spalla, la sinistra, che è a pezzi e, guarda caso, è quella che deve lavorare di più perché la pista americana gira in senso antiorario. Ha lottato come un mastino, prima di compiere un piccolo errore che lo ha allontanato dal gruppo davanti. E il tracciato è uno di quelli che ti spacca le ossa per la fatica, per la ripetitività di sali scendi, buche, cambi di direzione, mancanza di rettilinei e quindi di respiro. A chi sostiene che da Melandri ci si aspetta di più, gli sorriderei compassionevolmente: a Laguna ha fatto un buonissimo lavoro per lo stato in cui è.

Max Temporali

21/07/2010 GP SACHSENRING: Lorenzo duro come il diamante.

Il nostro esperto Max Temporali

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C’era attesa, per questo Gran Premio. Rientrava Valentino Rossi e, oltre a voler verificare il suo stato di forma, c’era curiosità di capire in che modo Jorge Lorenzo avrebbe reagito alla sua presenza dopo aver occupato la scena per 4 gare. Questa volta la massa di telecamere ed obiettivi fotografici non erano puntati su di lui, bensì sul suo compagno di squadra. Tra il caldo e lo stress di questa fase di stagione, una botta di nervoso avrebbe anche potuto accusarla, andando in tilt, perdendo le staffe, sbottando davanti ai giornalisti e poi alla guida della sua M1. Tutto sommato è lui l’uomo del momento, quello che in 8 gare non ha mai fatto peggio di un 2° posto, e meriterebbe attenzioni costanti. Invece niente, ha durezza 10 di un diamante, mostrando una solidità psicologica sovrumana. Un self control pari a nessun altro. E ha condotto una gara perfetta, ancora una volta. Partenza eccellente, ritmo pauroso: 21 giri, miglior tempo 1’22”0, peggior tempo 1’22”7. Nessuno ha avuto quella costanza e il fatto di aver tritato tutte le altre Yamaha dimostra che più di così, contro Pedrosa, al Sachsenring non avrebbe potuto fare. Bravo ad accontentarsi del 2° posto, bravo a non aver subìto Rossi nemmeno per 1 secondo nel week end.

Sul podio è finito un altro Nolan, quello di Stoner. Ce l’ha fatta per il rotto della cuffia… Casey ha approfittato di un errore di valutazione di Rossi alla penultima curva e l’ha sfilato in accelerazione prima dell’ultima a sinistra. Bravo per lo spirito combattivo; mediocre la condotta di gara: ha perso terreno dai primi due dopo un’ottima partenza, ed è tornato a girare forte solo dopo che Valentino l’ha raggiunto, quando avrebbe potuto svegliarsi prima.

L’ultimo dei Nolan giunti al traguardo si è trasformato in un elmo da guerra. Nessuno ne parla, niente paginoni dedicati, ma Melandri è ancora piegato dal dolore alla spalla sinistra, per via di quella caduta ad Assen. Ha provato a correre con una modifica all’angolo di sterzo della sua moto, ma anziché agevolargli la vita, si è trovato fra le mani un avantreno più duro in inserimento di curva, in una pista che gira tutta a sinistra… Ecco perché ha sparato un giro veloce subito al 2° passaggio, tenendo il ritmo fino al 12°, prima di aumentare il passo di 1 secondo. Melandri era a pezzi. Ma non è non il tipo che “strilla” e come stanno davvero le cose lo sappiamo in tre.

07/07/2010 GP BARCELLONA: Lorenzo il tira matti, Melandri con le palle.

Il nostro esperto Max Temporali

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Gli avversari vedono Lorenzo da vicino giusto sul podio. In pista scappa, e pare avere raggiunto la giusta maturità che gli permette di giocare al gatto col topo. Sa leggere meravigliosamente la corsa, gestisce alla perfezione gli attacchi e le pressioni degli avversari. Guardate Dovizioso, povero: ci ha messo anima e corpo, per stare con lui, ma Lorenzo l’ha tirato matto, al punto che si è visto guidato più dalla sua Honda, che il contrario. Finché è caduto. Il casco X-lite di quel colore gli dà tutta l’aria di Spiderman nero, quello un po’ bulletto e strafottente, ma comunque un supereroe.  Tant’è che se ne frega proprio di tutti, anche di Rossi, che non vede l’ora che rientri per pettinarlo con la riga in mezzo. Anche se non è detto che Valentino accetti il nuovo taglio. Quattro vittorie di fila, una fame insaziabile di trionfi. Ci vorrebbe lo Stoner dei migliori tempi, per braccarlo, quello che, qui a Barcellona, avrebbe potuto infilare il canguro disegnato sul suo Nolan sul secondo gradino del podio davanti a Pedrosa. Invece niente, il canguro ha perso l’elevazione dei suoi meravigliosi salti, ma quanto meno il tentativo l’ha fatto. Qui sembrava essere condizionato più dalla scarsa velocità di punta della sua Ducati, che dalla sua testa. 312-314 km/h, contro i 322-325 della Honda di Pedrosa, che non la teneva nemmeno sfruttando la scia. Io, una coppa piccolina, la darei a un grande Melandri. Non tanto per il risultato, anche se comunque è arrivato in scia ad Hayden; gli va riconosciuto l’immenso sforzo che ha fatto per correre, sofferente alla spalla e allo sterno, con quel caldone a rendere tutto più difficile e doloroso. In questa MotoGP, dove, da una parte c’è un pacifico Rossi, che si prende tutto il tempo necessario per guarire bene, infilando i panni di un normale essere umano; dall’altra un “malandrino” di un Marco, che, col carattere tosto e tipico dei piccoli, mostra due palle grandi come mongolfiere. Senza troppi pianti e molte storie ha guidato a denti stretti. Sarò un romantico ma, a me, queste faccende, sanno emozionare quanto un podio da sani.

Max Temporali

29/06/2010 GP ASSEN: Legge Lorenzo, Articolo 1, “MASSACRARE GLI AVVERSARI”

Il nostro esperto Max Temporali.

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Sei gare, quattro vittorie, due secondi posti. E’ così che Jorge Lorenzo tenta di togliere qualsiasi dubbio sul fatto che, seppur ci fosse Valentino Rossi, lui sarebbe il migliore. Lo conferma anche la strategia di gara, che non lo limita a stare davanti alla concorrenza, ma corre pensando alla Yamaha n.46, riflessa virtualmente sulla visiera del suo X-802. Lo aiuta a mantenere altissima la concentrazione, lo motiva a stampare 10 giri sotto al muro dell’1 e 35 senza che ce ne sia il bisogno. La scenetta finale del Lorenzo-robot impersona al meglio il campione X-Lite: pilota d’allevamento, nato per correre in MotoGP, addestrato per vincere. Il suo fisico atletico e la determinazione mentale sono in questo momento inarrivabili per chiunque, anche per Rossi. Senza contare che lui ha solo 23 anni. Col casco in testa trova la sua dimensione, non ha alternative alle corse, non ci sono emozioni oltre a quelle dei trionfi. E di sicuro soffre, in questo momento senza Valentino, perché sa che le sue vittorie valgono meno. Nemmeno Stoner in questo periodo riesce ad impensierirlo, nonostante il percorso di ricostruzione di fiducia con la sua Desmosedici sembri funzionare: primo podio 2010, ma non basta. Non c’è più tempo, vietato cadere, ma pure i compromessi in questa fase lo portano a fatica sul podio. Figuriamoci alla vittoria.
Nel week end, Stoner non è mai stato realmente soddisfatto della moto e lo si è visto spesso scuotere il suo Nolan, in segno di disapprovazione, come dire: “così la moto non va”.
Forse avrebbe bisogno di un casco di una taglia in meno, per non dargli respiro, per non disperdere pensieri e paranoie su più fronti e possano essere convogliati invece in un unico obiettivo: dare del gas, perché quando smette di ragionare, la rotazione del polso destro guadagna un angolo prezioso.
Chi invece deve ringraziare per l’ennesima volta il suo Nolan, prima ancora di accendere un cero in Chiesa, è Marco Melandri. La capocciata tirata in prova e la lussazione della spalla l’hanno messo fuori uso, quando avrebbe indubbiamente ben figurato e lo testimoniano i tempi spiccati nei turni di libere. Buttare via due gare così (era scivolato in corsa a Silverstone, ndr) è roba da tirare le testate contro al muro, ma senza casco. Perché è un periodo in cui Marco sembra tornato veloce; perché queste sono le gare in cui il podio, con Rossi fuori, potrebbe essere alla portata anche di una Honda privata come la sua. Basta crederci.

Max Temporali

22/06/2010 GP SILVERSTONE: Lorenzo rende miopi i suoi avversari.

Il nostro esperto Max Temporali

Il nostro esperto Max Temporali

Dovrà farsi disegnare una “X” più grande sul casco, se Lorenzo vorrà farsi vedere anche dai suoi rivali. In un attimo l’hanno perso di vista, Jorge è arrivato a girare 6-7 decimi più veloce ad ogni giro, incrementando il vantaggio al punto da sparire dalla visuale del gruppetto dietro. E considerate pure che Silverstone è una pista ampia, veloce, dagli spazi aperti, dove, chi ti è davanti, solitamente lo tieni d’occhio, pur lontano che sia. Chissà quanto avrà sforzato la vista Dovizioso per non perderne le tracce.

La sensazione è che Lorenzo potesse girare ancora più forte di quel che ha fatto.  L’altra sensazione è che avrebbe potuto infastidirlo soltanto un altro pilota alla guida della sua stessa moto. Con Valentino Rossi presente, anche il valore di una vittoria ne avrebbe moltiplicato il sapore. Peccato solo che il grande boss di Yamaha, Mister Furusawa, non abbia nemmeno dato una pacca sulla spalla al suo pilota. Nemmeno un complimento. Nemmeno la presenza. Ma Lorenzo ha la testa dura, con e senza casco. E cammina orgoglioso nella direzione di un trionfo mondiale.

Chi invece gode di tutto l’appoggio della Casa, oltre che del suo Team, è Casey Stoner. Si sta lavorando per la ricostruzione di un profilo psicologico che l’australiano ha smarrito all’interno del suo X-802. Le cadute l’hanno segnato. Occorre riprendere fiducia, ci vuole qualche gara.

Al Mugello aveva realizzato un compitino perfetto, qui a Silverstone si è svegliato alla grande, pur partendo ultimo, parrebbe per un problema alla frizione. Coi manubri della Ducati è sembrato aver ritrovato il feeling, si capisce che va forte quando il testone si muove tanto, dietro al cupolino, al punto da non leggere neppure le scritte Nolan. Da lui potremmo aspettarci tranquillamente il botto già questo fine settimana. Assen potrebbe rappresentare il risveglio finale.

All’appello è mancato Marco Melandri. Mi piace quando attacca, quando ci mette del suo, ma è chiaro che il rischio aumenta. E stavolta è andata male. L’unica osservazione che gli si potrebbe fare è che si è lamentato (come tutti i piloti, ndr) per tutto il week end delle gomme che faticano a entrare in temperatura. Ecco, forse avrebbe potuto iniziare la gara un po’ meno determinato, per scaldarle per benino, tipo Stoner. Ma davvero gli stiamo facendo le pulci. Dentro a quel Nolan c’è la testa di uno che da tutto, sempre. Quindi vogliamo che resti così, al costo di pagare dazio qualche volta.

Max Temporali

09/06/2010 GP del MUGELLO: Melandri, 9 in pagella.

Il nostro esperto Max Temporali

Il nostro esperto Max Temporali

Se me lo concedete, inizierei da chi si merita una doppia pacca sulla spalla: Marco Melandri. Il suo quinto posto al Mugello, con una Honda privata, merita più risonanza di quanta non ne abbia avuta effettivamente. Il suo Nolan ha fatto scintille con l’N94 di Casey Stoner, dandosi battaglia per tutta la gara, insieme anche a De Puniet e, a tratti, Spies. La moto di Marco non era un razzo sul lungo dritto del circuito toscano, non arrivava nemmeno a 330 all’ora, quando Barbera ha passato i 345 e Stoner toccato i 340. Vuol dire che da qualche parte ha dovuto remare, per battagliare con chi aveva una moto più veloce della sua. Ma, per ottenere quel quarto posto al quale sembrava essere accreditato, almeno per la grinta delle sue manovre, non è bastato catapultarsi dentro le curve alla velocità della luce. Peccato davvero, ma, almeno nel nostro podio Nolan Helmets, Melandri sale sul gradino più alto.
Dietro di lui, quindi secondo, ci metterei Jorge Lorenzo. Perché comunque è arrivato secondo anche nella classifica che conta, mica paglia, no ?! Dopo averlo seguito per tutti i turni, dal venerdì al warm up della domenica, mi sarei aspettato da lui una vittoria secca. Non ho capito perché non è riuscito più a ripetere il ritmo delle prove. Che l’esclusione di Valentino Rossi abbia in qualche maniera allentato la tensione ? Difficile dirlo, lo capiremo a Silverstone la prossima settimana. Così come saremo in grado di valutare meglio la prestazione di Stoner, al quale riservo l’ultimo gradino del podio Nolan Helmets. Ha vinto la gara del gruppo “B”, con una Ducati ufficiale che l’hanno scorso ha saputo portarlo alla vittoria. Una Desmo ferma, composta, che filava su un binario, mai strapazzata come in altre occasioni. Nelle qualifiche ho l’immagine di Casey che scuote in continuazione il suo N94, come per dire “la moto non va bene”.  Durante le qualifiche si è fermato cinque volte ai box, ogni volta per stravolgere qualche elemento tecnico. Di una moto che, ad oggi, là al Mugello, ha già percorso 10.000 km di collaudi. Con un giro per volta, buttava all’aria ogni tentativo di riassetto. Beh, per meritarsi un sei in pagella non poteva che portare a compimento un sorpasso finale su Melandri che stava scritto nel Vangelo. Guai se non fosse accaduto. Con la speranza che, l’essere arrivato al traguardo, dovendo a volte allargare i gomiti per guadagnarsi il suo spazio, l’abbia in qualche maniera ricostituito psicologicamente. Perché non vediamo l’ora di riavere quel canguro disegnato sul suo Nolan saltare là davanti, nel limbo riservato ai campioni.

Max Temporali

25/05/2010 GP LE MANS: Lacrime al gusto di…

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Il nostro esperto Max Temporali

Il primo colpo di scena si chiama Stoner. Inizia il terzo giro di gara e… bada-bam ! Ancora una volta. Da sportivo ho sofferto. La telecamera ai box che inquadrava prima la sua dolce Adriana, con gli occhioni in lacrime, poi il suo tecnico, pure lui con lo sguardo bagnato di sofferenza. Ma c’è anche Casey ad aggiungere goccioline di disperazione sul suo volto, a denti stretti. Un quadretto drammatico, nel box Ducati, che non trova spiegazioni, almeno dentro alla “scatola nera” protetta dal suo Nolan X-802. Spiegazioni tecniche invece sì, ci sono: al primo intertempo del terzo passaggio, quando cercava di recuperare su Rossi, in testa alla corsa con un vantaggio di 1 secondo, Casey è stato il più veloce di tutti, più o meno di 2 decimi. Ma il T3 non l’ha finito. Corre, scappa, è frenetico, non si modera. Un Billy Elliot con casco e tuta, che al posto dei piedi che battono spontanei per terra stimolati da una qualsiasi nota musicale, Casey ha il polso che gira, su quel Desmo-gas, le dita che frenano, il ginocchio che striscia sui cordoli e la moto che piega, fino a coricarsi per terra e la musica finisce.

Lacrime dolci per Lorenzo e fans, che vive un periodo afrodisiaco. La lunga estensione del muro all’interno del box, a lui e ai suoi tecnici, che, a detta di Rossi, avevano “gli occhi lunghi”, ha giovato non poco. In tre gare su tre, Jorge si conferma il pilota con la Yamaha migliore. Potremmo quindi anche affermare, senza morderci la lingua, che, ad oggi, quella dello spagnolo, è la squadra di riferimento. Ha tritato Valentino con violenza ed elegante portamento sulla moto. Giovane, 23 anni, atleticamente preparato, al termine della corsa ha ancora energia da spendere, quando gli altri si passano l’asciugamano sul volto per tamponare il sudore. Non è solo merito del suo X-lite X-802, la freschezza fisica è sintomo di talento puro.

Sotto al casco, qui a Le Mans, c’è anche chi gli sorridevano le narici del naso: Marco Melandri. Sesto, bravo. Voleva sospensioni diverse ? Gliele hanno date, ecco il risultato. Lui le lacrime le ha versate prima, tra Qatar e Jerez. E adesso ? Adesso andiamo al Mugello, la terra dei “nostri”.
Là succederà così: se Lorenzo dovesse vincere la corsa in casa del re, allora l’ispanico sarà pronto a portarsi a casa il primo titolo mondiale MotoGP.
Se Stoner non dovrà scegliere fra lo “stare in piedi” e il “cercare di vincere”, ma riuscirà e mettere insieme le due cose, allora il mondiale per lui partirà da lì.
C’è poi Melandri che si giocherà il jolly per la prima fila in griglia di partenza… Con l’obiettivo, in gara, di fare il gesto dell’ombrello a tutte le Honda ufficiali. Con simpatia, ovviamente.

Max Temporali

03/05/2010 Lorenzo il palombaro.

il nostro esperto Max Temporali

il nostro esperto Max Temporali

Non so se a Valentino Rossi è pesata di più la sconfitta nel faccia a faccia con Lorenzo, o l’originale tuffo in acqua di Jorge, che nell’”archivio scenette” del campione non compare…

Di fatto Jorge è stato strabiliante. Certo, vorrei capire perchè è sempre così lento al via, dato che si complica la vita non poco. E quel muro a separare le due squadre Yamaha ? Sembra che il Team di Lorenzo se la sia cavata comunque molto bene, a giudicare dalla precisione e dalla stabilità della sua M1. Anche senza copiare, intendo.I due compagni di squadra mi sono piaciuti dentro e fuori dalla pista, sul podio, dove la sportività è prevalsa su ogni cosa. Se Lorenzo non ha perso concentrazione, dopo l’attacco a Rossi, è grazie a Pedrosa, sul quale aveva riposto la “X” disegnata sul suo casco e con lei tutta la concentrazione.

Del plotone Nolan/X-Lite può ritrovare il sorriso Marco Melandri. Mi ha e ci ha divertiti, io credo. Ho apprezzato la determinazione con cui ha risposto agli attacchi del suo compagno di squadra. Se quegli schiaffi in staccata stanno a significare un Melandri svogliato, allora devo capire ancora un sacco di cose…Il giovanotto è bello sereno, tanto da divertirsi, la sera prima della gara, a farmi credere che la cena in hospitaility del Team Gresini andava pagata… Ci sono cascato come un pollo. Ma domenica lo scherzo l’ha fatto a tutti voi, perchè chi lo andava a immaginare alla conquista dell’ottavo posto ?

E Stoner ? Nel suo caso vedo la botte mezza piena. Ha salvato il salvabile, mostrando un atteggiamento maturo: quello di accettare la sconfitta quando non è nella condizione di combattere. Stavolta niente capocciata per terra, quale frutto di un eccesso, ma gran testa dentro quel casco, da pilota saggio e razionale. D’altronde Jerez non l’ha mai digerita, e non era mica la nuova Ducati a dovergliela rendere meno indigesta !

A questo punto, che si preparino i caschi per l’acqua: Le Mans è il prossimo GP, al 70% pioverà e con Melandri ne vedremo delle belle. Vedi 2009.

Max Temporali


14/04/2010 Il nostro esperto Max Temporali commenta il GP del Qatar

Max Temporali

Max Temporali

Se in MotoGP esistesse un campionato a squadre per i “caschi”, il gruppo Nolan/X-Lite sarebbe ai vertici della classifica a fine stagione per somma dei punti.
Quei punti che però Casey Stoner stavolta non è stato capace di portare a casa. In termini di velocità pura è il numero uno in pista, persino più di Valentino Rossi. Le gare però si vincono anche con altri cento ingredienti, tra cui freddezza e self control. Quel genio della manetta australiana, in Qatar ha corso oltre ogni limite, senza badare a quei due secondi e mezzo che aveva di vantaggio sull’immediato inseguitore. Perché Casey è tutt’altro che ragioniere, è schiavo della vittoria, direi succube. Persino il suo casco, pignola come è la tecnologia moderna, non rappresenta solo un pezzo di sicurezza per la sua testa, ma è complementare alle esigenze aerodinamiche della Ducati. E per migliorare la stabilità sul dritto di questa moto, è stato chiesto aiuto al casco, che riporta un’appendice in zona posteriore come prosecuzione dell’incurvatura del cupolino. In quel chilometro abbondante di rettilineo del Qatar, la Ducati n.27 aveva le ali. Dal venerdì ha fatto capire che non ce n’era per nessuno. Se avessi Casey davanti a me però gli direi: “Non c’è bisogno di vincere stendendo al tappeto l’avversario, è sufficiente un ko tecnico”. E a quest’ora avrebbe in tasca 25 punti comodi.
Chi non si è tirato indietro nonostante i postumi dell’infortunio alla mano, è stato il coriaceo Jorge Lorenzo. Un altro animale da velocità pura. Peccato sia partito con una certa calma, altrimenti quel secondo di stacco che ha preso da Rossi, arrivandogli alle spalle a fine gara, poteva essere magari un arrivo in volata, magari un trionfo sul filo dei millesimi. Dico magari… Dal prossimo GP, che mi auguro di trovarlo in splendida forma, giudicheremo il suo vero valore, quello del Lorenzo di oggi, che ha un anno in più di ieri e ancora meno “rispetto” per chi ha già vinto nove titoli mondiali. Uno con le palle, insomma.
E qui mi viene in mente Melandri… Sparare contro mi sembra facile, eviterei. Tredicesimo posto, dietro anche a Simoncelli, debuttante e compagno di squadra. La sconfitta più grande è delle Honda del Team Gresini. Qualcosa non gira, c’è da rimboccarsi le maniche. Mi permetto di pensare che Marco (Melandri) non avrebbe avuto difficoltà a fare un pizzico meglio, ma a lui, campione quale è, non interessa fare neanche l’undicesimo, lui vuole e deve stare coi migliori. E’ per questo, credo io, che, mentre a lui è scesa la “catena” morale, a Simoncelli, alla prima gara in MotoGP, si è giocato tutto, pur di arrivare davanti al compagno più esperto…Personalmente non sono preoccupato, le incazzature fanno bene a piloti come Melandri, per ritrovare brio e vitalità in moto. Per mordere i manubri lasciando i segni. D’altronde è riuscito a fare cose egregie l’anno scorso con Kawasaki, vuoi che non riesca quest’anno ??

Max Temporali è la “voce” tecnica della MotoGP su Mediaset Premium, tester e giornalista per Riders e Moto.it  nonchè ex pilota.

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